3D-IVERTENDOMI


Vai ai contenuti

ferrari la storia

SCUDERIA FERRARI CLUB


ENZO ALFREDO FERRARI






Modena, nevica abbondantemente papà Alfredo e mamma Adalgisa Bisbini, hanno appena avuto il secondogenito e il primogenito Alfredo di due anni, un fratellino, gli sarà dato il nome Enzo.

E' il 18 febbraio del 1898, in questo giorno è nato Enzo Ferrari un personaggio che sarebbe diventato " il mito".

Per la notevole nevicata la sua nascita sarà registrata al comune soltanto due giorni dopo.

Il papà Alfredo è appassionato di musica e di motori e generano in Enzo due grandi passioni: la musica e le automobili. I genitori lo portano a teatro e a vedere le corse automobilistiche.

All'età di 10 anni Enzo viene portato dal padre, insieme al fratello Alfredo, ad assistere ad una corsa automobilistica sul circuito di Bologna, sulla via Emilia.
La gara viene vinta da Felice Nazzaro ed il giovane Enzo ne rimane fortemente impressionato.

Per Enzo, il mese di febbraio 1915 è da dimenticare perché il papà muore di polmonite, il dolore per la perdita del padre ancora non è sopito, che nell'anno successivo dovrà affrontarne nuovamente un'altra, la morte in guerra del fratello Alfredo.

Nell'anno 1917 Enzo viene richiamato alle armi durante la prima guerra mondiale, viene assegnato al III Artiglieria da Montagna, distaccamento della Val Seriana.
Al fronte non ci arriverà, perché si ammala di pleurite una malattia grave e lo costringerà ad essere sottoposto a due operazioni e ad essere, quindi, congedato alla fine della guerra.

La guerra è finita, una volta ristabilito e congedato Enzo va alla ricerca di un lavoro alla Fiat di Torino nonostante che la mamma Adalgisa sia contraria.

Arrivato con tanto entusiasmo in fabbrica, si vede rifiutare il lavoro, sarà preso dallo sconforto.

Il suo carattere forte però lo porterà a trovare lavoro presso un'autofficina che trasforma autocarri Lancia, poi andrà alla CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali), si trasferirà a Milano per fare il collaudatore e successivamente, pilota da corsa.

Esordisce in gara nel 1919 nella corsa in salita Parma-Poggio di Berceto, arrivando quarto e undicesimo assoluto nella categoria tre litri alla guida di una 4 cilindri, 2.3 litri, CMN 15/20.

Nello stesso anno, il 23 novembre, partecipa alla Targa Florio dove non ebbe altrettanto successo: un problema al serbatoio della benzina gli fece, infatti, perdere oltre quaranta minuti.

Enzo Ferrari gareggia dal 1919 al 1931, ottenendo risultati incoraggianti, segnalandosi per l'affidabilità, la costanza, la testa.

Nel 1920, dopo una serie di gare in cui ebbe alterna fortuna alla guida di un'Isotta Fraschini 100/110 IM Corsa, Enzo arriva secondo assoluto alla Targa Florio alla guida di un'Alfa Romeo, 6 litri, 4 cilindri, tipo 40/60.

Inizia, così, una collaborazione con la casa del Biscione che durerà vent'anni e lo porterà a ricoprire incarichi di collaudatore, pilota, collaboratore commerciale e, infine, direttore del reparto Alfa-Corse fino al novembre 1939.

Ferrari quindi dal 1920 scende in gara sempre con l'Alfa Romeo.

La concorrenza è qualificata: Giuseppe Campari, Gastone Brilli-Peri, Antonio Ascari.
Ferrari vince il primo Circuito del Savio, occasione in cui incontra il Conte Enrico Baracca padre del famoso asso dell'Aviazione Italiana, Francesco Baracca.

In seguito conoscerà anche la Contessa Paolina Baracca, dalla quale riceverà una foto con dedica e l'invito ad utilizzare il "Cavallino" rampante che fregiava l'aereo del figlio morto in guerra, come portafortuna sulle sue vetture.

Nel 1924 Ferrari coglie la sua vittoria più bella, che gli regala il titolo di Cavaliere, alla Coppa Acerbo di Pescara su un'Alfa RL, davanti alle Mercedes.

Nel 1924 Enzo Ferrari ottiene il primo riconoscimento ufficiale dallo Stato, ricevendo la carica di Cavaliere per meriti sportivi, diventando, poi, nel 1925, Cavaliere Ufficiale; la sua passione per il giornalismo lo porta a diventare uno dei fondatori, a Bologna, del "Corriere dello Sport".

Tra il 1925 e il 1927, Ferrari non corre.

Quando ricomincia, trova rivali ancora più duri, come Tazio Nuvolari e Achille Varzi.

E' il 1927 Ferrari, il 5 giugno, vince il Circuito di Modena con l'Alfa Romeo 6C1500 SS.

Nello stesso anno, riceve il titolo di Commendatore, come riconoscimento per i servizi resi al Paese in campo sportivo.

Nell'anno successivo, è il 1928 il 20 maggio Enzo vince il 2° Circuito di Modena, sempre al volante di un'Alfa Romeo 6C 1500.



LA FONDAZIONE DELLA SCUDERIA

Enzo Ferrari fonda nel dicembre 1929 la Scuderia Ferrari, anzi la Società Anonima Scuderia Ferrari.

Società sportiva che aveva come scopo quello di far correre i propri soci.

Questo segna l'inizio di un'intensa attività agonistica che porterà alla creazione di una squadra ufficiale; la Scuderia gareggiava sia con auto, soprattutto Alfa Romeo, sia con moto; col tempo diverrà una filiale tecnico-agonistica dell'Alfa Romeo, alla quale si sostituirà nel 1933 nella gestione dell'attività sportiva.

Ferrari da pilota diventa coordinatore, organizzatore, "agitatore di uomini", come lui stesso si definirà, ruoli in cui si distingue.

L'Alfa Romeo ingaggia Ferrari e la sua scuderia, per aumentare il numero dei piloti amatori che corrono con le Alfa.

Ma in breve tempo Ferrari mette in piedi una propria squadra corse, a dir poco formidabile: vi fanno parte Campari, Nuvolari, Varzi, Arcangeli, Borzacchini, Fagioli, Chiron e, in un secondo tempo, Brivio, Moli, Tadini, Pintacuda, Trossi.

Il 1931 è l'anno dell'ultima corsa come pilota. Al circuito delle Tre Province, il 9 agosto del 1931, Ferrari arriva secondo, alla guida di un'Alfa Romeo 8C 2300 MM, dietro Nuvolari.



Enzo Ferrari, su Alfa Romeo 8C 2300 MM


L'imminente nascita del figlio Alfredo (Dino, 19 gennaio 1932) e i sempre maggiori impegni come direttore della Scuderia lo portano a decidere di ritirarsi dalle corse.

Nel 1932, per la prima volta, le vetture della sua Scuderia si fregiano dello stemma del Cavallino rampante donato dai genitori di Francesco Baracca.

Nel 1933 l'Alfa Romeo si ritira ufficialmente dalle corse e Ferrari diventa il direttore dell'attività sportiva della Casa milanese.

Per la prima volta nella sua vita realizza anche alcune vetture da corsa.

Nel 1935, la potente Alfa Bimotore, prima vettura sviluppata autonomamente a Modena ed equipaggiata con due motori a otto cilindri del Biscione per complessivi sei litri di cilindrata, con Tazio Nuvolari conquista due primati internazionali di velocità.

L'Alfa Bimotore non riesce ad ottenere dei grandi successi nelle corse, soprattutto a causa del peso elevato.

Nel 1937, Gioachino Colombo a Modena progetta un nuovo motore un 12 cilindri a V di 1.5 litri con compressore che sarà alla base della storia della Ferrari.
La Scuderia Ferrari costruisce l'Alfa Romeo 158 "Alfetta" che dominerà nelle competizioni internazionali.

Nel 1938, però, per problemi finanziari: l' 80% delle azioni della Scuderia Ferrari passano all'Alfa Romeo, che ha deciso di tornare a correre ufficialmente.

Nel 1938 la Scuderia Ferrari viene chiusa e Enzo Ferrari diventa direttore dell'Alfa-Corse.

Enzo si trasferisce a Milano per dirigere la neonata Alfa Corse.

Nel novembre 1938 a causa dei dissapori con il tecnico Wifredo Ricart, Enzo Ferrari lascia l'Alfa Romeo, con un'ottima liquidazione con l'accordo di non poter usare il nome Ferrari associato alle corse e alle macchine da corsa per almeno quattro anni e torna a Modena.

Ferrari non abbandona, però, il mondo delle corse, ma ha già un'idea di come aggirare le restrizioni imposte dall' Alfa e si lancia in una nuova avventura.

Da quel giorno, battere le Alfa Romeo con le vetture da lui costruite diviene il suo obiettivo.





L'emblema della Scuderia Ferrari apparve per la prima volta nel 1929 su tutte le pubblicazioni,
e insegne e le carte ufficiali della Società, ma non sulle vetture, che erano dell'Alfa Romeo e
ne riportavano il simbolo sportivo, un quadrifoglio verde in un triangolo bianco.





LA NASCITA DELLA AUTO AVIO COSTRUZIONI



Il 1° settembre 1939 Ferrari fonda l' Auto Avio Costruzioni a Modena, nel garage di Viale Trento e Trieste, negli spazi che erano già utilizzati dalla Scuderia Ferrari.

La società ha lo scopo di fabbricare piccoli motori a quattro cilindri contrapposti per gli aerei scuola della Regia Aeronautica.

Per Ferrari il richiamo delle corse è però troppo forte e nel 1940 avvia la costruzione di nel quartier generale della vecchia Scuderia inizia la costruzione di due auto per la Mille Miglia, l'ultima prima della seconda guerra mondiale.

È la 815, cioè l'antenata della Ferrari.

La vettura viene carrozzata dalla Touring, il motore è un otto cilindri in linea di 1.5 litri (da cui 815) con 72 cavalli.

Molte parti, come per esempio le testate, sono di origine Fiat.
La progettazione è di Alberto Massimino.

II 28 aprile 1940, a Brescia, Alberto Ascari (figlio del famoso pilota Antonio), in coppia con Giovanni Minozzi, e il marchese Lotario Rangoni Machiavelli, in coppia con Enrico Nardi, prendono il via alla Mille Miglia.

Nessuno delle due autovetture con i rispettivi equipaggi giunge al traguardo, ma a questo punto la storia di Ferrari come costruttore è cominciata.



LA NASCITA DELLA FERRARI

Nel 1943 Ferrari trasferisce l'attività da Modena a Maranello e comincia a produrre macchine utensili, soprattutto rettificatrici, su licenza di una ditta tedesca, che portano, com'è successo per le Auto Avio 815, il marchio del Cavallino rampante.

I dipendenti passano da 40 ai 160 di Maranello.

Alla fine della guerra, nell'estate del 1945 Ferrari torna a pensare alle auto e commissiona a Gioachino Colombo il progetto di un motore a 12 cilindri a V di 60° di 1.5 litri di cilindrata.

Circa un'anno dopo, nel 1946, arriva a Modena Giuseppe Busso, tecnico che sviluppa i disegni di Colombo.

Così il 26 settembre 1946 viene messo in moto per la prima volta, al banco di prova, il nuovo motore Ferrari.

Dopo circa 6 mesi una Ferrari è pronta a muoversi su strada, che si chiama 125S, una Sport due posti con una potenza di 100 CV.

Al Circuito di Piacenza, I'11 maggio 1947, Franco Cortese la porta al debutto, ma dopo una gara brillante si deve ritirare per problemi all'alimentazione.






"Incoraggiante sconfitta", la definirà Ferrari.
Due settimane dopo, il 25 maggio, al Gran Premio Roma lo stesso Cortese conquista la prima vittoria su una vettura targata Ferrari.




Il primo marchio sul cofano di una Ferrari apparve sulla 125 di Franco Cortese nel giorno del debutto della Casa di Maranello in gara, sul circuito di Piacenza l'11 maggio 1947. Disegnato dall'Ufficio Tecnico della Ferrari e realizzato dalle Ditte Castelli e Gerosa di Milano e Cristiglio di Bologna, rimase inalterato fino al 1950.




Nel 1948 Busso torna all'Alfa e Colombo arriva alla Ferrari: la sostituzione consente l'evoluzione del progetto e la nascita, sempre intorno al motore V 12, di nuove auto tecnicamente sempre raffinate e sempre più potenti.

L'anno successivo nel 1949, arriva anche la prima Ferrari stradale, la 166 Inter, ancora molto imparentata con i modelli da competizione.

Da questo momento il destino di Enzo Ferrari è legato a quello della sua fabbrica e delle sue auto.

Il 30 giugno del 1956, il figlio di Enzo, Dino, muore di distrofia muscolare; Ferrari aveva coinvolto fino all'ultimo suo figlio nella decisione di realizzare un nuovo motore 1500 cc, e la scelta finale cade su di un motore di 6 cilindri a V che debutta cinque mesi dopo la morte di Dino; da allora, tutti i motori Ferrari 6 cilindri a V saranno conosciuti come "Dino".

Nel 1960, viene conferita a Enzo Ferrari la Laurea honoris causa in Ingegneria meccanica.

A Maranello nel 1963 viene costruito, sotto il patrocinio di Enzo Ferrari, l'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato dedicato ad Alfredo Ferrari che ancora oggi fornisce tecnici altamente specializzati all'azienda.

Nel 1971 viene decisa, su precisa volontà di Enzo Ferrari, la costruzione della pista di Fiorano; la sua realizzazione si conclude in appena sette mesi.


Viene costruita la F40, ultima vettura realizzata sotto la gestione di Enzo Ferrari, è il 1987.





La sua vita è una lunga cavalcata vincente, che lo porta a conquistare successo, fama, denari e vittorie.

Le sue granturismo diventano le auto più desiderate e contese del mondo.

La sua personalità e le non comuni doti di condottiero lo fanno diventare un gigante della storia dell'automobile.

Enzo Ferrari, quando il 14 agosto 1988, a novant'anni, muore, è già un mito.





Ufficio di Enzo Ferrari



torna a scuderia ferrari club





Home Page | MI PRESENTO | NORMA | FOTOGRAFIA | FOTO 3 D | CUCINA | SCUDERIA FERRARI CLUB | OSPITI | Mappa del sito


Menu di sezione:


Oggi è sono le ore | info@3d-ivertendomi.it

Torna ai contenuti | Torna al menu