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le callaroste

NORMA


LE CALLAROSTE


A Norma, tra le iniziative tese a rilanciare le caschiegne, viene organizzata, con notevole successo, la "Sagra della castagna", mentre Segni, Montelanico ed altri spettacolari centri di questa nostra sorprendente e non mai sufficientemente conosciuta regione, organizzano manifestazioni analoghe per onorar le castagne ..., nude e crude.

L'ottobrata normese era ed è caratterizzata da scampagnate nell'entroterra, verso i frondosi e lussureggianti castagneti, un tempo molto più fitti di adesso, in quanto sono stati letteralmente decimati da un non meglio identificato "cancro del castagno".

Qui, raccolta una certa quantità di castagne, si provvede a "trattarle" alla maniera locale.
Inizialmente il frutto viene crastato: gli si fa, cioè, un piccolo taglio centrale per evitare che, durante la cottura, sbotti, per effetto della pressione esercitata sulla buccia dalla parte acquosa riscaldata.

In seguito, con una pazienza certosina, le castagne vengono allunate, vengono, cioè sistemate per terra, su un tratto di terreno sufficientemente pulito e pianeggiante, una per una ed una accanto all'altra, poggiate sulla parte piatta del frutto e con quella rotondeggiante (
ricorda, forse, la "gobba" della luna?) rivolta in alto.

Le castagne così sistemate, vengono ricoperte con felci (
filici) secche, precedentemente procurate, alle quali si dà fuoco.

Per la prima parte della cottura, generalmente, sono necessarie un paio di fiarate o focate, vale a dire che si devono bruciare due mucchi di filici 'ncima alle caschiegne allunate.

S'improvvisa, quindi, una rudimentale ventola, fatta con rami frondosi, per liberare dalla cenere le castagne, le quali vengono girate una per una e sottoposte ad una nuova fiarata.

A questo punto le callaroste sono quasi pronte.

E il momento in cui i manicuti (
cesti di vimini intrecciati, costruiti dai contadini del luogo) vengono liberati dalle bottiglie di fraulino (il vino che si ricava dall'uva fragola), ancor frizzante e dolce di mosto, portato da casa.

L'addetto alla callarostata, intanto, per non far freddare le callaroste, ha badato a raggruppare le stesse insieme alla cenere dell'ultima fiarata.
Quando tutto è pronto, le callaroste sono messe nei manicuti ed increspate, cioè rimescolate ritmicamente e con movimento verticale, per liberarle dagli ultimi residui del fuoco.

Callaroste e fraulino formano un tandem superlativo, capace di procurare caldo, gioia ed allegria e di sciogliere le più "tese" e "dure" corde vocali, le quali ritrovano e riprovano, unitamente al gusto di un frutto prelibato, il sapore degli antichi stornelli e dei canti agresti.

In quei momenti si dimentica facilmente e volentieri l'incalzante ed eccitante ritmo della vita moderna; si desidera soltanto la pace agreste e si invidia la serena tranquillità bucolica di coloro per i quali callaroste e fraulino sono cose di ... ordinaria amministrazione.


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